martedì 14 luglio 2015

Se la camorra controlla la privatizzazione dell'acqua

Gli arresti di oggi in Campania sono la cartina di tornasole di come sulla privatizzazione dell'acqua ci siano interessi della criminalità. L'acqua deve essere pubblica perché non possiamo permettere alla criminalità di gestire l'acqua.
Il mio collega in Parlamento, Luigi Gallo, che da anni si batte per l'acqua pubblica ha riassunto perfettamente il disegno criminale realizzato in Campania sull'acqua: "Per tanto tempo ci hanno convinto che i criminali eravamo noi, il cittadino che non pagava le bollette dell'acqua e finivano per pignorargli la casa, era criminale il mio vicino di casa a cui staccavano l'acqua. Criminale ero anche io che chiedevo con altri cittadini di partecipare alle riunioni segrete dell'ATO3, un ente pubblico che gestisce i servizi idrici e che dovrebbe essere trasparente come una bottiglia di vetro bianca perché è alle dipendenze dei cittadini.
Questi cittadini sono entrati nelle istituzioni ed hanno iniziato ad aprire vasi di Pandora pieni lerci di corruzione, capillare, stratificata in tutti i sistemi di potere. Cittadini con l'elmetto hanno iniziato a denunciare, a combattere, dritti per la strada dell'ONESTA senza mai mollare, nonostante le intimidazioni. Oggi siamo alla svolta grazie a magistrati coraggiosi: Carlo Sarro presidente dell'ATO3 per tanti anni e poi commissario dello stesso ente nominato da CALDORO e la SUA BANDA ha ricevuto una richiesta di arresto perché "Colluso con la Camorra". Gli indagati sono accusati, tra l'altro, di associazione di tipo mafioso, corruzione, intestazione fittizia di beni, turbata liberta' degli incanti e finanziamento illecito a partiti politici.
Le indagini, hanno anche svelato un diffuso sistema corruttivo all'interno degli Enti che gestiscono i servizi idrici della Regione Campania, l'elargizione di illeciti finanziamenti a esponenti politici locali. Emerge che una settantina di imprese, in gran parte legate alla camorra, per compiere riparazioni urgenti alla rete idrica, si aggiudicavano i micro lotti di poche decine di migliaia di euro ciascuno, importi inferiori, cioè, al tetto che impone la certificazione antimafia. Le riparazioni, in realtà, non erano urgenti e in alcuni casi erano inesistenti. Il lavoro del Ros ha smascherato un diffuso sistema di corruzione annidato all’interno degli Enti che gestiscono i servizi idrici della Regione Campania. Mazzette che servivano ad aggiudicarsi i subappalti per la riparazione della rete idrica, alcuni dei quali riguardano la Gori, di cui Sarro, in qualità di commissario dell’Ato, era socio di maggioranza. Dall'indagine emerge quindi che il sistema che ha sta assetando ed affamando le famiglie della Regione Campania sotto l'esplosione dei costi delle bollette dell'acqua per ripianare i debiti di gestori come la Gori, nasce anche da meccanismi corruttivi e mafiosi, se le ipotesi di reato vengono confermate.
E' solo l'inizio e ben presto altre teste cadranno in un sistema politico-affaristico che da sempre lucra sull'acqua, la fonte della nostra vita. Solo ieri ho spedito diffida al responsabile anticorruzione dell'ATO 3 che non aveva proceduto a rimuovere Carlo Sarro permettendogli di emettere nuove delibere, reso incompatibile già da 3 settimane dall'autorità Anti Corruzione grazie ad una nostra segnalazione. Questa è la logica della privatizzazione dell'acqua. Liberiamo l'acqua dalla politica, dalla corruzione, dalla mafia. Acqua Pubblica." Luigi Gallo