mercoledì 29 luglio 2015

Sicilia : la strada del fare del Movimento 5 Stelle

Venerdì mattina sarò in Sicilia per inaugurare una strada. Ricordate il ponte crollato sull'autostrada tra Palermo e Catania?
I cittadini siciliani da allora sono costretti a deviazioni chilometriche. Gli abbiamo aperto una scorciatoia e l'abbiamo messa in sicurezza in soli 37 giorni.
L'abbiamo costruita con 300.000 euro di stipendi restituiti dai nostri consiglieri regionali. È ovvio che sia una soluzione per tamponare l'emergenza, riaprire l'autostrada è l'unica soluzione accettabile. Ma se aspettiamo la Regione di Crocetta e il Governo di Renzi, i problemi non troveranno mai una soluzione. Questo è l'ennesimo esempio della nostra idea di Paese: tagliamo gli sprechi e aiutiamo chi ne ha bisogno. Per ora lo stiamo facendo dall'opposizione, ma pensate se governassimo la Sicilia.
Ps Domani Giovedì 30 Luglio sarò in Piazza Farnese a Roma dalle 19:00 per un bellissimo evento “Notte sotto le stelle”.
Tutte le info qui: https://goo.gl/eJGBi6
Ps2 Venerdì 31 Luglio sarò in Friuli Venezia Giulia per partecipare a "Friuli Venezia Giulia sotto le 5 stelle" dalle 18:30.
Tutte le info qui: https://goo.gl/VGKVEj

lunedì 27 luglio 2015

Il Governo Renzi calpesta il diritto alla Salute

Il Governo in queste ore sta per tagliare altri 2 miliardi di euro alla sanità. Saranno tagli ai posti letto, agli esami diagnostici e ai servizi di cura. Lo sta facendo in piena estate, come i ladri che ci svaligiano l'appartamento mentre siamo in vacanza. Se fosse stata una cosa buona l'avrebbero fatta a settembre, per farlo sapere a tutti.
Per conoscere il destino di Renzi, basta guardare a Marino e Crocetta, suoi degni compagni di partito, da più tempo in carica. Renzi farà la loro stessa fine: aggrappato alla poltrona con le unghie e con i denti, pur di non far vincere il Movimento 5 Stelle.
Ci siamo quasi. Hanno i minuti contati

mercoledì 22 luglio 2015

Puntiamo sull'innovazione per far ripartire l'Italia

In piena crisi 2008 in Italia due settori dell'economia continuavano a crescere con percentuali a due cifre: l'agricoltura e il settore dell'innovazione. 
Ieri sono stato in visita al Giffoni film festival per visitare l'Innovation Hub, un acceleratore di imprese innovative che sta provando a creare nuovi posti di lavoro dal mondo delle tecnologie. 
Internet e le tecnologie hanno cambiato tutto in pochi anni. Pensiamo anche alla politica con le raccolte fondi o gli eventi pubblici indetti online. Anche il mio modo di comunicare con voi qui, attraverso i social, mi consente di raggiungere centinaia di migliaia di persone contemporaneamente, senza manifesti, giornali o reti tv.
Solo un pazzo continuerebbe a spendere i soldi delle nostre tasse in petrolio o cemento quando intorno a noi sta avvenendo la terza rivoluzione industriale. Questo mondo al di là di quello che la politica farà, sta esplodendo con tutta la sua forza.
Dobbiamo incoraggiarlo. Non ci chiede soldi o favori, solo la protezione e la lealtà dello Stato.
Immaginiamo per un attimo che tutti gli edifici inutilizzati dello Stato diventino degli acceleratori di imprese innovative. O Possiamo ospitare le startup innovative negli edifici pubblici che non usiamo più. Così a queste imprese consentiamo di avere delle infrastrutture dove sviluppare le proprie tecnologie con prezzi più bassi per utenze e affitti, oltre che maggiore sicurezza per le proprie strumentazioni. Avrebbero più respiro per investire in nuovi posti di lavoro e sviluppo.
Il futuro è questo, lo possiamo avvicinare eleggendo un Parlamento e un Governo che credono nel progresso.

lunedì 20 luglio 2015

In due anni con il M5S 230 Milioni di risparmio alla Camera dei Deputati: è solo l'inizio!



Il Movimento 5 Stelle è entrato alla Camera dei Deputati per la prima volta l'11 marzo del 2013. Quando siamo arrivati qui, due anni e mezzo fa, questo palazzo costava un miliardo e 87 milioni di euro. Oggi, dopo più di due anni di nostre proposte, ordini del giorno e denunce pubbliche, costa 230 milioni di euro in meno.
La variabile storica siamo stati noi. Ci volevano persone a contatto con la realtà quotidiana per raggiungere questo risultato. Fino al nostro ingresso, qui si è sempre speso tutto alla faccia di noi italiani, ai quali i partiti facevano credere di stare lavorando per loro.
Qui alla Camera come in centinaia di altri posti pubblici italiani, abbiamo applicato il nostro metodo, un modo di agire che ci ha sempre reso la forza politica credibile agli occhi dei cittadini.
La prima cosa che fa un eletto del Movimento 5 Stelle, quando entra in una qualsiasi istituzione pubblica del Paese, è cercare di capire in che modo vengano spesi i soldi delle sue tasse e di quelle di tutti i cittadini come lui. Il primo giorno di mandato andiamo negli uffici dell'amministrazione e apriamo i bilanci. Dopodiché iniziamo a recuperare risorse da sprechi e privilegi per darle a settori del Paese che ne hanno bisogno.
E' quello che farebbe qualsiasi imprenditore che arriva in un'azienda che va male o un padre e una madre di famiglia che devono arrivare a fine mese. E' quello che fa chi vuole operare per il bene di tutti.
Ascoltate e condividete!

Il Governo degli annunci non rispettati

L'ultima volta che dal Governo hanno annunciato un taglio delle tasse, ci hanno imposto l'imu agricola e il 10% in più di tasse locali. Oltre all'aumento dell'Iva sul pellet. 
A questo punto l'unica speranza è che nel 2016 questo Governo sia già a casa. 
Poi ci penseremo noi a ridurre le imposte davvero. Come abbiamo già fatto con la Tasi nei comuni dove governiamo, abolita a Ragusa nel 2014 e ad Assemini nel 2015.

venerdì 17 luglio 2015

Borsellino merita rispetto. Si faccia chiarezza

Crocetta dovrebbe dimettersi per mille altri motivi, al di là dell’eventuale silenzio in risposta a frasi indegne che tirano in ballo Paolo Borsellino e la sua famiglia. Ma chi sa deve dire una parola di chiarezza su tutta questa vicenda. Proprio per il rispetto della memoria di Borsellino e della sua condotta morale che l’ha accompagnato fino alla morte.

mercoledì 15 luglio 2015

Acqua pubblica per il bene dei cittadini e contro la criminalità.


Nella mia Regione, anche nel resto di Italia, ci sono centinaia di famiglie a cui hanno staccato l'erogazione dell'Acqua perché non riuscivano a pagare la bolletta. 

Dall'avvento delle Spa dell'Acqua i costi sono lievitati fino al 75% in più. Per non parlare dei conguagli fino a 5000 euro per le cosiddette "partite pregresse". 
Oggi scopriamo che questi aumenti servivano a gonfiare gli appalti da dare al clan dei Casalesi o per pagare la campagna elettorale a politici di destra e di sinistra, attraverso finanziamenti illeciti. 
Oggi in Consiglio Regionale, insieme ai consiglieri regionali M5S , al Capogruppo M5s in Antimafia Francesco D'Uva  e a Luigi Gallo abbiamo proposto subito la ripubblicizzazione dell'Acqua attraverso Legge in Consiglio Regionale della Campania. Le Spa devono scomparire. E la gestione deve essere partecipata. Così abbassiamo la bolletta idrica del 30% alle famiglie e difendiamo la nostra Acqua dalla corruzione. 


Inoltre a Carlo Sarro, deputato su cui pende una richiesta d'arresto e membro della Commissione Antimafia - va subito inibito l'accesso all'archivio segreto della Commissione. Lì ci sono carte segrete sulle inchieste riguardanti il clan dei casalesi. Secondo l'ordinanza della Procura, Sarro sarebbe ricattato dai clan. Potrebbe trasferire informazioni secretate ai camorristi.

martedì 14 luglio 2015

Se la camorra controlla la privatizzazione dell'acqua

Gli arresti di oggi in Campania sono la cartina di tornasole di come sulla privatizzazione dell'acqua ci siano interessi della criminalità. L'acqua deve essere pubblica perché non possiamo permettere alla criminalità di gestire l'acqua.
Il mio collega in Parlamento, Luigi Gallo, che da anni si batte per l'acqua pubblica ha riassunto perfettamente il disegno criminale realizzato in Campania sull'acqua: "Per tanto tempo ci hanno convinto che i criminali eravamo noi, il cittadino che non pagava le bollette dell'acqua e finivano per pignorargli la casa, era criminale il mio vicino di casa a cui staccavano l'acqua. Criminale ero anche io che chiedevo con altri cittadini di partecipare alle riunioni segrete dell'ATO3, un ente pubblico che gestisce i servizi idrici e che dovrebbe essere trasparente come una bottiglia di vetro bianca perché è alle dipendenze dei cittadini.
Questi cittadini sono entrati nelle istituzioni ed hanno iniziato ad aprire vasi di Pandora pieni lerci di corruzione, capillare, stratificata in tutti i sistemi di potere. Cittadini con l'elmetto hanno iniziato a denunciare, a combattere, dritti per la strada dell'ONESTA senza mai mollare, nonostante le intimidazioni. Oggi siamo alla svolta grazie a magistrati coraggiosi: Carlo Sarro presidente dell'ATO3 per tanti anni e poi commissario dello stesso ente nominato da CALDORO e la SUA BANDA ha ricevuto una richiesta di arresto perché "Colluso con la Camorra". Gli indagati sono accusati, tra l'altro, di associazione di tipo mafioso, corruzione, intestazione fittizia di beni, turbata liberta' degli incanti e finanziamento illecito a partiti politici.
Le indagini, hanno anche svelato un diffuso sistema corruttivo all'interno degli Enti che gestiscono i servizi idrici della Regione Campania, l'elargizione di illeciti finanziamenti a esponenti politici locali. Emerge che una settantina di imprese, in gran parte legate alla camorra, per compiere riparazioni urgenti alla rete idrica, si aggiudicavano i micro lotti di poche decine di migliaia di euro ciascuno, importi inferiori, cioè, al tetto che impone la certificazione antimafia. Le riparazioni, in realtà, non erano urgenti e in alcuni casi erano inesistenti. Il lavoro del Ros ha smascherato un diffuso sistema di corruzione annidato all’interno degli Enti che gestiscono i servizi idrici della Regione Campania. Mazzette che servivano ad aggiudicarsi i subappalti per la riparazione della rete idrica, alcuni dei quali riguardano la Gori, di cui Sarro, in qualità di commissario dell’Ato, era socio di maggioranza. Dall'indagine emerge quindi che il sistema che ha sta assetando ed affamando le famiglie della Regione Campania sotto l'esplosione dei costi delle bollette dell'acqua per ripianare i debiti di gestori come la Gori, nasce anche da meccanismi corruttivi e mafiosi, se le ipotesi di reato vengono confermate.
E' solo l'inizio e ben presto altre teste cadranno in un sistema politico-affaristico che da sempre lucra sull'acqua, la fonte della nostra vita. Solo ieri ho spedito diffida al responsabile anticorruzione dell'ATO 3 che non aveva proceduto a rimuovere Carlo Sarro permettendogli di emettere nuove delibere, reso incompatibile già da 3 settimane dall'autorità Anti Corruzione grazie ad una nostra segnalazione. Questa è la logica della privatizzazione dell'acqua. Liberiamo l'acqua dalla politica, dalla corruzione, dalla mafia. Acqua Pubblica." Luigi Gallo 

lunedì 13 luglio 2015

L'italia non diventerà una colonia dell'Europa

L'Italia non diventerà mai una colonia delle banche europee. Ci batteremo per andare al Governo il prima possibile e una volta lì ascolteremo davvero i bisogni delle persone. 
Troveremo anche il modo per aiutare i nostri fratelli greci che con quel NO hanno avuto più coraggio del loro Governo.
Addio cravatta Tsipras.

giovedì 9 luglio 2015

I vitalizi agli ex Parlamentari, una norma che non cambia niente.


Ricordate la sospensione del vitalizio agli ex parlamentari condannati? 
Oggi in Ufficio di Presidenza alla Camera abbiamo saputo quanti saranno coloro a cui si applicherà quella norma. 
Su 1543 ex Deputati che stanno percependo ingiustamente un vitalizio - anche oltre i 3000 euro al mese - solo 10 avranno il vitalizio sospeso. 10 sfigati che non avevano nessun partito a proteggerli, mentre tanti altri condannati - i cui reati non furono inseriti nella delibera - sono tutti salvi. Quei 10 mi fanno quasi pena. 
Quella ridicola delibera che fu festeggiata come la fine di tutte le ingiustizie, riguarda solo lo 0,6 % di tutti quei politici che con tre giorni in Parlamento si sono guadagnati una pensione da sceicco!
In questa farsa ci sono poi 346 ex deputati con più di 80 anni, tra cui potrebbe esserci anche Totò Riina, di cui il dipartimento della Giustizia non sa nulla sui precedenti penali, in quanto in Italia a chi ha più di 80 anni non viene registrato più nulla sui precedenti. 
Su 1543 solo lo 0,6% sarà colpito da questa misura e solo temporaneamente. Inoltre 346 ex Deputati saranno graziati perché sconosciuti ai terminali della giustizia italiana.
Se avessimo votato a favore saremmo stati complici di questo teatrino. 
Noi proponiamo che tutti i vitalizi scompaiano. Punto. 
Servono 10 minuti di tempo e una maggioranza del Movimento 5 Stelle per votarla.

UN REFERENDUM ITALIANO DA PORTARE AI TAVOLI EUROPEI

Ieri abbiamo chiesto al Senato della Repubblica italiana di discutere urgentemente il nostro Referendum sull'Euro su cui abbiamo raccolto 200.000 firme. 
La proposta è stata bocciata dai soliti Pd e Forza Italia.
Noi vogliamo che il popolo italiano si esprima sull'Euro, serenamente, senza effetti immediati, ma lanciando un grande segnale politico.
In politica estera, a qualsiasi tavolo ci si sieda, un Governo è spacciato se:
1) non gode di credibilità
2) non possiede potere contrattuale
Negli ultimi cinque anni il Governo greco e quello italiano hanno totalmente annullato sia la propria credibilità che il proprio potere di contrattazione. 
In Italia i Presidenti del Consiglio che sedevano ai tavoli, non sono mai passati per il voto popolare, anzi spesso avevano quella carica proprio grazie all'appoggio delle banche europee, vedi Monti o Letta. L'attuale inutile citarlo. 
L'unico Presidente del Consiglio passato per il voto popolare, era al centro di inchieste giudiziarie o scandali a luci rosse.
La loro tendenza quindi ad abbassare il capo ai diktat tedeschi, era innata.

Sia in Grecia che in Italia inoltre, i governi hanno totalmente disintegrato il proprio potere contrattuale, dal momento in cui nessuna delle proposte presentate alla Merkel, è mai passata per una consultazione popolare.
GRECIA: alle banche greche sono stati prestati dei soldi. Chi li ha prestati ha anche detto allo Stato greco come doveva restituirli, attuando una serie di riforme che in realtà hanno fatto perdere ai greci il 25% del Pil. Ora le Banche europee hanno chiesto alla Grecia altre misure di dubbia utilità. Tra le altre ci sono:
1) pensioni a 67 anni entro il 2022 (la nostra Fornero)
2) aumento dell'Iva
3) svendita di società di Stato

Il Governo greco con un Referendum ha chiesto al suo popolo se accettare questi tre punti e i greci hanno detto "OXI", NO.
Ora Tsipras ha un grosso peso contrattuale: non potrà tornare a quel tavolo e accettare la riforma Fornero greca o la svendita delle aziende di stato, peggio ancora l'aumento dell'Iva.
Ha un ottimo motivo per dire no alla Merkel, adducendo il rifiuto alla volontà popolare. E potendo rispolverare le vecchie proposte greche: tassazione sul gioco d'azzardo, tassa sui super-ricchi e lotta alla corruzione.
Le istituzioni europee non hanno alcun problema a mettersi contro Tsipras, ci penseranno invece due volte a mettersi contro il 60% dei cittadini greci che hanno votato il Referendum. 
E' su queste nuove posizioni che si riparte con le trattative. 
Quindi non è corretto dire che il referendum non sia servito.

ITALIA: Il Movimento 5 Stelle vuole un Referendum popolare sull'Euro da portare ai tavoli europei per spiegare chiaramente alla banche che, in nome del popolo italiano, vogliamo cambiare i trattati che hanno portato al 44% la disoccupazione giovanile e oltre il 12% quella generale. Delocalizzazioni, precarizzazioni, svendita di aziende di Stato, tutti ingredienti della ricetta Troika che vanno ritrattati.
Fateci indire il Referendum su (questo) Euro e l'Italia guadagnerà peso ai tavoli europei per cambiare il proprio destino. 
Sarebbe da indire un referendum simile in tutti i Paesi del sud europeo. E vedrete che a Bruxelles inizieranno a tremare.

I Parlamentari del M5S, calciatori per solidarietà

Avete mai assistito ad una partita di calcio della NAZIONALE PARLAMENTARI DEL MOVIMENTO 5 STELLE?
Domenica scendiamo in campo nelle Marche per aiutare le zone alluvionate. Grazie ad Angelo Tofalo per l'organizzazione.
Ci vediamo il 12 a Montelabbate http://goo.gl/9r8cRn


martedì 7 luglio 2015

Il Pd e la politica del "vorrei ma non posso."

E' mai possibile che tra tutti i problemi che sta vivendo l'Italia in questo momento, l'unico motivo per cui il Pd si spacca sia l'elezione dei senatori nella riforma costituzionale o la legge elettorale?
Riforma Fornero, Ddl scuola, altri 3 miliardi di euro regalati alle banche, aumento dell'Iva, 9 milioni di poveri e loro pensano a come farsi rieleggere?
Quello che ho apprezzato di più del referendum greco è stato il coraggio del governo Tsipras di mettersi in discussione:
se avesse vinto il SI sarebbero andati tutti a casa. E sarei stato il primo a chiederglielo.
Il problema dell'Italia è proprio il contrario: nessuno della maggioranza vuole andare a casa.
Ogni volta che qualcuno si ribella, lo fa sempre per riuscire ad assicurarsi un futuro in questi palazzi.
Quando invece si tratta di affossare la pessima riforma della scuola o di spingere il reddito di cittadinanza, li vedi tutti scappare dall'aula iniziando quella ridicola pantomima del "vorrei ma non posso".
In Italia non abbiamo bisogno di un referendum per salvarci. Basterebbe solo staccare la spina a Renzi e tornare a nuove elezioni. Il potere di mandarlo a casa oggi lo hanno i sedicenti dissidenti del PD che domani mattina potrebbero togliere i voti su cui si regge il Governo e portarci a nuove elezioni: per la prima volta dopo 4 anni, avremmo un Presidente del Consiglio passato per il voto popolare. Non un fantoccio delle solite lobbies sfigate di questo Paese.
La domanda è: la cosiddetta "minoranza Dem" che firma documenti e inonda le tv con un noiosissimo dibattito sulle poltrone, è pronta a mettere in discussione la propria poltrona e il proprio stipendio, pur di liberare Palazzo Chigi dal loro stesso partito? Fino ad ora ho visto solo chiacchiere.

sabato 4 luglio 2015

In Grecia i cittadini scelgono il loro futuro.

Oggi parto per Atene. Domenica sarò in piazza Syntagma con tutti gli altri parlamentari del Movimento 5 Stelle.
Sulle manovre lacrime e sangue noi pensiamo che l'ultima parola debbano averla i cittadini. Se nel programma elettorale non c'era l'aumentato dell'età pensionabile o l'innalzamento delle tasse, allora è giusto che un Governo chieda un parere ai suoi connazionali, anche se l'esito del referendum potrebbe mandare a casa l'esecutivo. Anche a rischio di perdere la poltrona.
Non è un modo di fare politica di sinistra o di destra. Le ideologie qui non c'entrano più nulla.
Nessuno vi sta dicendo che in Grecia la sinistra di Tsipras governa sin dal primo giorno insieme alla destra nazionalista di Kammenos, che occupa anche il ministero della Difesa.
Destra e sinistra non esistono più e noi lo abbiamo capito tanti anni fa.
Quando la casa brucia, non c'è più tempo di pensare al colore con cui dipingere le pareti, devi fare solo presto a spegnere l'incendio, mettendoti insieme a chi veramente vuole spegnerlo.
I partiti e i movimenti europei in questo momento si dividono tra chi sta dalla parte delle persone e chi dalla parte degli interessi economici.
Mettere alla prova se stessi attraverso un referendum, significa aver capito che le istituzioni non sono di proprietà dei politici, ma dei cittadini che vanno a votare.
Il risultato non sarà il SI o il NO, ma la possibilità data ai greci di esprimersi sul loro futuro.
Se avessero fatto un referendum in Italia prima della riforma Fornero, avremmo ottenuto in un solo colpo la bocciatura della riforma e mandato a casa il Governo Monti.
Noi stiamo dalla parte di chi mette al centro delle politiche pubbliche le persone. E festeggiamo il metodo con cui questa filosofia politica viene applicata.
Buono voto a tutti i nostri fratelli greci. Noi ci saremo.

A Casal Di Principe: per far si che la cultura sia il motore della legalità

Ogni euro investito dallo Stato nella cultura ne produce almeno altri 6. Un' azione politica che oltre a creare nuovi posti di lavoro, educa la nostra società a coltivare bellezza.
Ieri sono a Casal di Principe alla mostra: "La luce vince l'ombra - gli Uffizi a Casal Di Principe"
Lì dove, dopo tanti anni, la luce ha battuto l'ombra. La cultura è legalità.


giovedì 2 luglio 2015

Contributi a fondo perduto a favore dei Consorzi per l’internazionalizzazione


Scopo della concessione:
I contributi sono finalizzati a sostenere lo svolgimento di specifiche attività promozionali realizzate dai Consorzi per l’internazionalizzazione, per sostenere le PMI nei mercati esteri, favorire la diffusione internazionale dei loro prodotti e servizi, nonché incrementare la conoscenza delle autentiche produzioni italiane presso i consumatori internazionali per contrastare il fenomeno dell’italian sounding e della contraffazione dei prodotti agroalimentari.

Soggetti destinatari e requisiti:
I Consorzi per l’internazionalizzazione devono:
  • essere costituiti ai sensi degli articoli 2602 e 2612 e seguenti del codice civile o in forma di società consortile o cooperativa da PMI industriali, artigiane, turistiche, di servizi, agroalimentari,  agricole e ittiche aventi sede in Italia, nonché da imprese del settore commerciale purché in misura non prevalente rispetto alle altre. E’ ammessa la partecipazione di enti pubblici e privati, di banche e di imprese di grandi dimensioni, purché non fruiscano dei contributi pubblici. In tale ipotesi la nomina della maggioranza degli amministratori dei consorzi per l’internazionalizzazione spetta comunque alle PMI consorziate, a favore delle quali i consorzi svolgono, in via prevalente, la loro attività;
  • avere per oggetto la diffusione internazionale dei prodotti e dei servizi delle piccole e medie imprese, nonché il supporto alla loro presenza nei mercati esteri anche attraverso la collaborazione e il partenariato con imprese estere;
  • essere senza scopo di lucro e non distribuire avanzi e degli utili di esercizio, di ogni genere e sotto qualsiasi forma, alle imprese consorziate o socie anche in caso di scioglimento del Consorzio o della Società consortile o cooperativa;
  • avere un fondo consortile interamente sottoscritto, versato almeno per il 25%, formato da singole quote di partecipazione non inferiori a € 1.250,00 e non superiori al 20% del fondo stesso;
  • essere iscritti nel registro delle imprese al momento della presentazione della domanda e in stato di attività;
  • non essere in liquidazione o soggetti a procedure concorsuali.
I Consorzi dovranno possedere i requisiti richiesti in modo continuativo dalla data di domanda fino all’erogazione del contributo; la perdita di anche uno solo di essi comporta la revoca dell’ammissione a contributo.

Progetto e iniziative finanziabili

Sono agevolabili le seguenti iniziative (art.4, del Decreto Direttoriale):
  • partecipazioni a fiere e saloni internazionali;
  • eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali;
  • show-room temporanei;
  • incoming di operatori esteri;
  • incontri bilaterali fra operatori esteri e all'estero;
  • workshop e/o seminari in Italia con operatori esteri e all’estero;
  • azioni di comunicazione sul mercato estero;
  • attività di formazione specialistica per l’internazionalizzazione, destinata esclusivamente alle imprese partecipanti al progetto. Tale attività non può costituire più del 25% del costo totale delle iniziative;
  • realizzazione e registrazione del marchio consortile.

Requisiti del Progetto

  • le iniziative finanziabili devono essere realizzate nel periodo 1 gennaio/31 dicembre 2015 e devono essere strutturate sotto forma di Progetto di internazionalizzazione, secondo il Modello B allegato al Decreto;
  • il Progetto deve prevedere una spesa ammissibile non inferiore a € 50.000,00 e non superiore a € 400.000,00;
  • il Progetto deve coinvolgere, in tutte le sue fasi, almeno cinque PMI consorziate provenienti da almeno tre diverse regioni italiane, appartenenti allo stesso settore o alla stessa filiera;
  • il Progetto presentato da consorzi con sede legale in Sicilia o Valle d’Aosta può anche avere una strutturazione monoregionale, prevedendo il coinvolgimento di sole imprese con sede legale in una delle citate regioni.
Nel  Decreto Direttoriale 1 luglio 2015, artt. 5 e 6, sono indicate le spese ammissibili e non ammissibili.

Presentazione della domanda di contributo:

La domanda di contributo, in regola con l’imposta di bollo vigente, redatta secondo il Modello A, deve essere presentata esclusivamente tramite posta elettronica certificata ( PEC), firmata digitalmente dal legale rappresentante del Consorzio, a partire dal giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana dell’avviso relativo al presente decreto ed entro e non oltre il 1 agosto 2015, all’indirizzo PEC dgpips.consorzi@pec.mise.gov.it,  secondo quanto stabilito dall’art. 7 del bando. L’oggetto della PEC deve contenere l’indicazione “PROGETTO CONSORZI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE - Anno 2015”.
Ciascun Consorzio può presentare una sola domanda di contributo, pena l’esclusione di tutte le domande in cui figura la stessa denominazione. Ciascuna PMI, pur potendo aderire a più consorzi, può partecipare ad un solo progetto presentato. Le PMI coinvolte nel progetto devono essere imprese industriali, artigiane, turistiche, di servizi, agroalimentari, agricole e ittiche; le imprese del settore commerciale possono partecipare al progetto purché in misura non prevalente rispetto alle altre.
Alla domanda devono essere allegati:
a) il Progetto di internazionalizzazione da realizzare, corredato dalle relative voci di spesa - Modello B;

b) atto costitutivo e statuto del Consorzio, salvo che tali documenti siano già agli atti del Ministero e che nel frattempo non abbiano subito modifiche;

c) autocertificazione “ aiuti de minimis”, comprensiva degli eventuali contributi erogati dal  Ministero -  Modello E.

Ove indicato i modelli e i documenti dovranno essere firmati digitalmente dal legale rappresentante del Consorzio, a pena di inammissibilità della domanda.
I Consorzi per l’internazionalizzazione che intendono presentare domanda dovranno dotarsi di un proprio indirizzo di Posta Elettronica Certificata (PEC) e di firma digitale ai sensi della normativa vigente.
Le domande presentate oltre il 1 agosto 2015 non saranno ritenute ammissibili.

Procedura per l’ammissione al contributo:
Le domande pervenute sono istruite dal Ministero che verifica la sussistenza dei requisiti previsti dal Decreto direttoriale, nonché l’ammissibilità delle iniziative progettuali e delle relative spese.
Nel caso di incompletezza della domanda ovvero di insussistenza dei requisiti di ammissibilità previsti dal Decreto direttoriale, il Ministero provvede a comunicare i motivi ostativi all’accoglimento della domanda ai sensi dell’art.10-bis, della legge 7 agosto 1990, n.241, e successive modificazioni e integrazioni.
I progetti rispondenti ai requisiti richiesti e che prevedano una spesa ammissibile non inferiore a € 50.000,00 e non superiore a € 400.000,00, sono inoltrati alla Commissione di valutazione, istituita presso la Direzione Generale per le politiche per l’internazionalizzazione e la promozione degli scambi.
La Commissione di valutazione esamina i progetti e attribuisce a ciascuno un punteggio tenendo conto dei parametri e dei punteggi fissati dall’art.9 del Decreto Direttoriale.
Sono ammessi a contributo esclusivamente i Consorzi che raggiungono il punteggio-soglia pari a 18 punti.

Presentazione della domanda di liquidazione:
La domanda di liquidazione del contributo, redatta in carta semplice secondo il Modello C, deve essere inviata esclusivamente tramite posta elettronica certificata (PEC) all’indirizzo PEC  dgpips.consorzi@pec.mise.gov.it. L’oggetto della PEC deve contenere il numero di posizione attribuito alla domanda, nonché l’indicazione “CONSORZI PER L’INTERNAZIONALIZZAZIONE - RENDICONTAZIONE PROGETTO Anno 2015”.  entro e non oltre il 30 aprile 2016.
Alla domanda devono essere allegati:
a) la relazione che illustri l’attività promozionale realizzata corredata dalle relative voci di spesa - Modello D
b) atto costitutivo e dello statuto, se non hanno subito modifiche;
c) autocertificazione relativa agli “aiuti de minimis”, comprensiva degli aiuti erogati dal Ministero - Modello E;
d) comunicazione del legale rappresentante da cui risultino il numero di posizione INAIL e la matricola INPS con la sede di competenza o, in mancanza di posizioni aperte presso i due istituti, dichiarazione in tal senso.
Ove indicato, i modelli e i documenti dovranno essere firmati digitalmente dal legale rappresentante del Consorzio a pena di inammissibilità della domanda.
Le domande presentate oltre il 30 aprile 2016 non saranno ritenute ammissibili.

Valutazione della rendicontazione:
Sono ammessi alle procedure per la liquidazione del contributo esclusivamente i progetti realizzati almeno nella misura del 70% dell’importo approvato e che abbiano mantenuto almeno il punteggio soglia previsto dall’art.9, comma 3, del Decreto direttoriale.
Nel caso di incompletezza della domanda ovvero di insussistenza dei requisiti di ammissibilità previsti dal Decreto Direttoriale, il Ministero provvede a comunicare i motivi ostativi all’accoglimento della domanda ai sensi dell’art.10-bis, della legge 7 agosto 1990, n.241, e successive modifiche e integrazioni.
Il contributo è erogato sulla base dei costi effettivamente sostenuti relativi alle voci di spesa ammesse. Tali costi dovranno essere dimostrati da fatture quietanzate o da documenti con valenza probatoria equivalente, intestati al Consorzio. Il Consorzio dovrà indicare gli estremi della transazione bancaria relativi ai singoli pagamenti effettuati. Non saranno ammesse fatture riportanti date antecedenti il 01/01/2015 e successive al 31/12/2015 , fatte salve le anticipazioni e i saldi di spese, adeguatamente documentate; le fatture dovranno essere debitamente quietanzate entro e non oltre la data di presentazione della rendicontazione del progetto.

Contributi:
L’agevolazione, concessa a fondo perduto, non potrà superare il 50% delle spese sostenute ritenute ammissibili. Nell’ipotesi in cui la dotazione finanziaria non sia sufficiente a garantire l’erogazione nella percentuale massima del 50% delle spese rendicontate ammissibili, si procederà alla determinazione dei contributi stessi attraverso il riparto proporzionale delle risorse disponibili.
Per trasparenza e correntezza amministrativa, si informa che - per quanto concerne i consorzi monoregionali della Sicilia e della Valle d’Aosta - tenuto conto delle possibili manovre di finanza pubblica, non è garantita la possibilità del co-finanziamento pubblico.
Ai contributi si applicano, con riguardo alle PMI consorziate i seguenti Regolamenti UE in materia di aiuti de minimis: n.1407/2013 del 18.12.2013, n.1408/2013 del 18.12.2013, n.875/2007 del 24.07.2007.

Ispezioni e verifiche:
Il Ministero si riserva di effettuare controlli documentali e visite ispettive per accertare la veridicità delle dichiarazioni, la regolarità della documentazione presentata, l’attuazione delle iniziative progettuali approvate nonchè il conseguimento dei relativi risultati programmati.
L’agevolazione è revocata qualora si accerti la sussistenza di una delle condizioni previste dall’art.13 del Decreto Direttoriale.

Ufficio competente:
Ministero dello Sviluppo Economico
Direzione Generale per le politiche di internazionalizzazione e la promozione degli scambi – Divisione V
Sede di Viale Boston, 25 - 00144 ROMA 
 Pec: dgpips.consorzi@mise.gov.it

Responsabile del procedimento ai sensi della Legge 241/90:

Dott.ssa Barbara Clementi

Coordinatrice:

Dott.ssa Anna Vincenzo
Tel. 06 59932351 e-mail: annamariasilvia.vincenzo@mise.gov.it

Incaricati dell’istruttoria:

Sig.ra Ivana Faina Tel. 06 59932521 e-mail: ivana.faina@mise.gov.it
Sig.ra Gessjca Gavetti Tel. 06 59932854 e-mail: gessjca.gavetti@mise.gov.it
Sig.ra Mara Manciocchi Tel. 06 59932297 e-mail: mara.manciocchi@mise.gov.it
Sig.ra Maria Rita Patacconi Tel. 06 59932632 e-mail: mariarita.patacconi@mise.gov.it
Dott.ssa Sandra Venuta Tel. 06 59932559 e-mail: sandra.venuta@mise.gov.it

Riferimenti normativi:
D.L. 22 giugno 2012, n.83 art.42, commi 2 e 6, convertito dalla L.7 agosto 2012, n.134
Decreto Direttoriale 1 luglio 2015 (in via di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale)
Allegati:
Modello A - Domanda di contributo;
Modello B - Progetto;
Modello C - Domanda liquidazione del contributo;
Modello D - Relazione rendicontazione;
Modello E - Dichiarazione del legale rappresentante;
Allegato F - Oneri informativi.