martedì 3 febbraio 2015

La mia risposta al Giornale ed a Libero

La mia risposta al Giornale ed a Libero

Gentili direttori, Sallusti e Belpietro, oggi i vostri quotidiani mi dedicano ampio spazio con richiamo in prima sul “Giornale”, facendo riferimento al fatto che posseggo il 50% della società edile Ardima Srl con un capitale sociale di € 100.200. Questa è una notizia che tutti i cittadini – se interessati -possono apprendere dalla mia dichiarazione patrimoniale 2014 sul sito della Camera, dove è chiaramente evidenziato che sono possessore del 50% delle quote di questa società ma non svolgo nessun ruolo di gestione.

Vi chiedete nell’articolo come abbia potuto versare 50.000€ in una società. Il “Giornale” e di richiamo “Libero”, insinuano che l’essere Parlamentare mi abbia dato la possibilità di rimpolpare un’azienda che l’anno precedente aveva chiuso in perdita. Non risparmiando battute sul fatto che la società abbia un esiguo fatturato.

Preciso che da quando sono stato eletto non ho avuto alcun ruolo attivo in questa società e tanto meno ho versato 50.000 euro come si fa intendere nell'articolo.
L'aumento di capitale sociale, infatti, è frutto del conferimento (chiamiamola pure banalmente "fusione aziendale") della vecchia società di famiglia - abbiamo una tradizione trentennale - nell’Ardima Srl, costituita da me e mia sorella nel 2012, quando neanche immaginavo che mi sarei candidato alla Camera dei Deputati.
I 100.200 euro incriminati non sono frutto di un versamento monetario, bensì rappresentano il cosiddetto “valore di avviamento della società”.
Per essere chiari, siccome la vecchia azienda che è confluita in Ardima Srl aveva mezzi, macchinari e un fatturato costante nei tre anni precedenti, il valore che le è stato riconosciuto è di 80.200 euro. L'azienda che io e mia sorella avevamo fondato nel 2012, non menzionata prima perché non operante, aveva un capitale sociale di 20.000 euro che sommati agli 80.200 raggiungono proprio il valore di 100.200€.

Quindi ribadisco che non ho mai versato 50.000 euro in questa azienda anche perché confesso che non ne avrei avuto la disponibilità. In tempi non sospetti decisi di investire, esclusivamente, i miei risparmi. Ho, inoltre, pagato le varie spese notarili, non volendo farle gravare su mia sorella. E' lei che svolge la professione di architetto ed è la persona che ogni giorno si occupa dell'azienda. Per il resto non ho intenzione di percepire eventuali utili da questa società per tutta la durata del mio mandato.

Inoltre vi pregherei di non deridere con tale sufficienza l'impegno e i sacrifici di anni di lavoro. Quella della mia famiglia è una piccola e media impresa italiana, che non lavora con appalti pubblici, non percepisce un euro di fondi pubblici e non ha mai giovato di leggi ad personam come la Mammì per Mediaset.

Questa non felice parentesi informativa è stata comunque un'occasione per far scoprire al “Giornale” e “Libero” le difficoltà che vivono le piccole e medie imprese italiane ogni giorno, gli imprenditori che pagano le tasse e lavorano senza aiuti politici.

Infine mi tocca ancora una volta difendere i Parlamentari del Movimento 5 stelle dalla vostra accusa di percepire 82.379 euro di reddito complessivo come i Deputati e i Senatori degli altri partiti.

Nella nostra dichiarazione dei redditi risulta una quota così alta perché noi del Movimento 5 stelle paghiamo le tasse su tutto il reddito ricevuto dallo Stato, nonostante ce ne entri in tasca la metà. Siamo gli unici in Italia che pagano l'Irpef anche per la parte dello stipendio che ci tagliamo e che versiamo nel fondo delle piccole e medie imprese.