domenica 31 agosto 2014

La lettera di Luigi Di Maio ai parlamentari italiani sulle acciaierie di Terni

Come promesso ad impiegati ed operai delle acciaierie di Terni, ho scritto una lettera a tutti i Parlamentari della Repubblica Italiana per portarli a conoscenza della loro drammatica situazione.   

Ecco la lettera integrale:

Deputati e Senatori italiani,

mentre ieri l'Istat certificava la condizione drammatica della nostra economia, e dichiarava di nuovo l'Italia in recessione - con tutti gli effetti che produrrà sull'occupazione - io mi trovavo in Umbria per onorare l'impegno, assunto quindici giorni fa, di incontrare gli operai delle acciaierie di Terni.

La situazione dell'occupazione in Italia si fa sempre più drammatica e non riguarda più solo i giovani, ma anche e soprattutto i padri di famiglia con oltre 50 anni di età, i quali, dopo aver perso il proprio posto di lavoro, non riescono più a ricollocarsi in alcun settore. Il compito del Parlamento deve essere ora più che mai quello di adottare misure urgenti per far uscire gli italiani da questo incubo, imparando dal passato, non perseverando negli stessi errori degli ultimi 20 anni, con scelte politiche sbagliate che hanno svenduto agli stranieri le nostre aziende di eccellenza e fatto perdere milioni di posti di lavoro. Sul tema del lavoro, il Parlamento deve fare fatti, alla svelta e con soluzioni innovative.

Vi scrivo per evidenziare la tragedia che si sta consumando in queste ore a Terni presso l'"AST" (Acciai Speciali Terni), uno stabilimento che è il quarto grande competitor in Europa per la produzione di acciai speciali e che rischia la chiusura per l'ennesima delocalizzazione e vi scrivo anche per parlarvi delle soluzioni che possono portare la comunità ternana fuori da questo incubo, in vista dell'appuntamento del prossimo 4 settembre: il tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico tra Governo, azienda ed operai.

Se pensiamo per un attimo a quanti oggetti di acciaio usiamo ogni giorno - dalla lavatrice alla forchetta, passando per l'automobile - credo sia difficile pensare a questo come un settore in crisi. Infatti non lo è.
La chiusura - difatti immotivata - del polo siderurgico di Terni costringerebbe l'Italia a dovere acquistare all'estero gran parte dell'acciaio di cui ha bisogno. Ciò produrrebbe un ulteriore innalzamento dei costi per le famiglie italiane. Per non parlare delle migliaia di posti di lavoro che si perderebbero.

Le proposte innovative che ieri ho avuto modo di apprendere dai diretti interessati, durante la mia visita al polo siderurgico, potrebbero essere applicate a tante altre realtà produttive in crisi, così da salvare decine di migliaia di posti di lavoro e ridare speranza alle persone.

Durante l'incontro con impiegati e operai, tenutosi nell'auditorium di questo glorioso insediamento produttivo, che:

- crea lavoro per oltre 4000 persone provenienti da tutta Italia
- muove il 20% del Pil dell'Umbria
- vanta 130 anni di storia

ho avuto modo di capire la situazione che stanno attraversando: quasi 1000 persone a rischio licenziamento, se la proprietaria ThyssenKrupp non rivedrà la sua intenzione di chiudere una parte significativa degli impianti e ritornarsene in Germania. Per non parlare poi degli effetti negativi che ricadranno sul territorio: crisi dell'indotto, degli esercizi commerciali e delle strutture ricettive. Insomma, se quello stabilimento dovesse chiudere, sarà un vero e proprio shock per diverse migliaia di famiglie italiane.

Inoltre, con un mercato dell'acciaio in continua crescita in tutto il mondo e una forte richiesta anche in Italia, se lo stabilimento di Terni dovesse chiudere, le principali aziende Italiane dovranno rifornirsi di acciaio da poli siderurgici cinesi, turchi e coreani. Cioè, oltre a migliaia di posti di lavoro, comprenderete che è a rischio un asset strategico nazionale e quindi parte della nostra sovranità.

I lavoratori dell'AST ritengono che la ThyssenKrupp voglia andare via da Terni. Addirittura, secondo la testimonianza di un operaio, sembra che l'azienda si stia rifiutando di effettuare le consegne, nonostante le merci già pronte nei piazzali. La mia impressione è che stiamo assistendo all'ennesima "delocalizzazione lampo": aziende che dopo aver percepito contributi pubblici e forza lavoro da questo Paese, senza alcuna gratitudine, scappano via.

Ieri ho preso un impegno con gli operai di Terni: quello di scrivere a tutti voi Deputati e Senatori in qualità di Vicepresidente della Camera per portare a vostra conoscenza questa vicenda, di cui si parla troppo poco, nonostante sia di cruciale importanza per tutti gli italiani.

Il 4 settembre, al tavolo con il governo, gli impiegati e gli operai temono che venga fatta loro la proposta di ammortizzatori sociali, un modo elegante per calare definitivamente il sipario su questa vicenda e dare il via ai licenziamenti. A mio parere sarebbe inaccettabile, se si pensa che quello stabilimento con un buon management può addirittura rappresentare una occasione di crescita economica per l'Italia. Ricordo, a me stesso, con rammarico,  che gli ammortizzatori sociali servono a tutelare il lavoro delle aziende in crisi, non a fare da salvagente per le multinazionali che fanno utili e vogliono delocalizzare.

A quel tavolo i lavoratori porteranno diverse proposte per dimostrare che l'AST di Terni non deve chiudere e quella dei licenziamenti è solo una scusa della ThyssenKrupp per delocalizzare. Spiegheranno che il costo del personale è una parte irrisoria delle spese di quello stabilimento e, se ci sarà bisogno di risparmiare sui processi produttivi, saranno ben lieti di aiutare la dirigenza a poterli razionalizzare.

Ma l'Italia può fare a meno dei proprietari. Se la ThyssenKrupp vuole andarsene, l'Italia deve rilevare quello stabilimento attraverso il Fondo Strategico Italiano, avviare collaborazioni con le Università umbre per sviluppare materiali di ulteriore qualità - così da sfruttare i 300 milioni di Euro del progetto europeo "Horizon 2020" - e avviare iniziative perché i prodotti in acciaio italiani si facciano con acciaio italiano.

Gli operai e gli impiegati che ho incontrato e che saranno a quel tavolo attraverso le loro rappresentanze meritano tutto il sostegno possibile. Giovedì mattina sarò presente al Ministero per dare loro supporto, insieme ad altri Deputati e Senatori che hanno manifestato la volontà di esserci.

Una nuova idea di Italia passa da occasioni come questa. E parlo volutamente di "occasione": la questione AST è secondo me, prima che un problema da risolvere, un'opportunità per l'Umbria e per l'Italia. Dobbiamo avere il coraggio di andare oltre i meri interessi finanziari di qualche privato o di qualche altro Stato e avere la volontà di tenerci stretto il lavoro e le attività produttive. Dobbiamo tornare a essere eccellenza produttiva mondiale puntando sulle nostre capacità e competenze, non svendendo le nostre eccellenze. E' così che si "sblocca" davvero l'Italia.

Luigi Di Maio
Vicepresidente della Camera dei Deputati

giovedì 28 agosto 2014

Ormai è evidente che chi ci ha rovinato non potrà farci ripartire. A chi non vuole capirlo auguro buona fortuna.

<< Ocse: Pil Italia -0,3% nel secondo trimestre. L'Italia è l'unica del G7 in calo >>

Chi crede che la crisi del lavoro e della produzione che sta attraversando l'Italia valga un pò per tutti gli Stati (quindi non c'è da preoccuparsi), evidentemente si è lasciato abbindolare dalle parole di un Governo che nasconde la polvere sotto al tappeto, raccontando ai cittadini che va tutto bene.
L'Italia è l'unica in calo dei paesi industrializzati, detto da quei gufi dell'Ocse.

L'Italia deve ripartire. C'è tanto da fare sulle politiche economiche, dall'abolizione dell'Irap per le imprese fino al reddito di cittadinanza.
Ma è un piano che non potrà mai attuarsi se al Governo resteranno coloro che negli ultimi anni non hanno mai preso le decisioni che potevano salvare milioni di posti di lavoro.
Per far ripartire l'Italia dobbiamo prima di tutto mandare a casa le forze politiche che l'hanno distrutta in questi anni. Incluso Renzi, che è il Romolo Augustolo dell'era dei partiti.

Ci abbiamo provato in tutti i modi a fargli fare qualcosa di buono: dalle centinaia di nostre proposte - sempre bocciate. Fino ai tavoli di dialogo - in cui hanno rivelato ancora una volta la loro fedeltà a Berlusconi.
Ormai è evidente che chi ci ha rovinato non potrà farci ripartire. A chi non vuole capirlo auguro buona fortuna.

lunedì 25 agosto 2014

Chi ci sta?

Ad ottobre gli italiani dovranno pagare una TASI ALTISSIMA e stanno già pagando un BOLLO AUTO aumentato, tutti regali del "nuovo" Governo Renzi. Le forze dell'ordine hanno sempre meno fondi per garantire la nostra e la loro sicurezza - in ultimo il decreto criminale di questo Governo che taglia fondi a CARABINIERI E POLIZIA per darli all'Expo. Il gioco d'azzardo legalizzato continua a proliferare e a rovinare famiglie, non è un caso che in Italia i concessionari abbiano la tassazione più bassa d'Europa. Le IMPRESE continuano a chiudere per effetto della tassazione (questa si) più alta d'Europa, i poveri sono arrivati a 10 milioni e le PENSIONI non bastano più neanche per la terza settimana del mese. Infatti Renzi ci ha riportati in recessione. L'unico record degno di nota di cui potrà vantarsi, sarà quello segnato a giugno del debito pubblico (complice anche il giochetto degli 80€).
Di fronte a questo scenario inquietante che nessuno vuole vedere, i media cosa fanno? Passano tutta l'estate a parlare della polemica sul post di DI BATTISTA.

Io non ci sto ad alimentare presunte polemiche di cui agli italiani non importa proprio nulla. La politica deve risolvere i problemi gravi di questo Paese con iniziative economiche d'impatto, che possano subito abbassare la PRESSIONE FISCALE ai piccoli e medi imprenditori e istituire un REDDITO DI CITTADINANZA (a tempo) per chi non ha nulla. Su questi temi il dibattito politico è sempre assente e i soliti opinionisti latitano. Gli argomenti di distrazione di massa sono sempre stati i migliori alleati di chi ci diceva che "va tutto bene".

Apriamo un dibattito su dove reperire I FONDI. Per noi vanno recuperati dalla tassazione del gioco d'azzardo, dalle spese militari inutili e dalla riduzione dei costi della politica (dove c'è ancora tanto da fare). Sono sicuro che gli italiani non vogliano perdere altro tempo.
I mesi autunnali saranno decisivi. Chi ci sta?

giovedì 21 agosto 2014

COME VOLEVASI DIMOSTRARE

"Abbiamo già iniziato a ridurre le tasse alle famiglie e alle imprese", diceva il premier durante le elezioni in una delle sue numerose apparizioni televisive. A tre mesi da quel giorno, però, escono dei dati che fanno riflettere. Non solo il premier non si è adoperato per diminuire le imposte che le aziende italiane devono pagare, ma la CGIA di Mestre ha rilevato che "secondo il Def approvato nella primavera scorsa, quest'anno la pressione fiscale è destinata a toccare il livello record del 44%", lo stesso raggiunto nel 2012. Le imprese italiane versano al fisco 110,4 miliardi di tasse all'anno, un record che, va riconosciuto al governo, ci fa primeggiare in Europa. Giuseppe Bortolussi, segretario della CGIA, ha spiegato che "con un carico fiscale di questa portata è difficile fare impresa e soprattutto creare le condizioni per far ripartire l'economia". E gli 80 euro? Non solo non hanno aumentato i consumi del 15%, come millantava Pina Picierno, sempre durante le elezioni, ma sono in realtà "soldi che entrano dalla porta ed escono dalla finestra delle case degli italiani", denunciava Luigi Di Maio. Il M5S aveva avvertito i cittadini che gli 80 euro erano solo una "trovata elettorale" e che non avrebbero fatto ripartire l'economia del Paese, dato che gli eventuali effetti benefici che avrebbero portato, sarebbero stati annullati dalle altre tasse che gravano sui cittadini, come sottolinea la CGIA di Mestre: "Gli effetti legati alla rivalutazione delle rendite finanziarie, all'aumento dell'Iva, che nel 2014 si distribuisce su tutto l'arco dell'anno, all'introduzione della Tasi e, soprattutto, all'inasprimento fiscale che graverà sulle banche, compensano abbondantemente il taglio dell'Irap e gli 80 euro lasciati in busta paga ai lavoratori dipendenti con redditi medio bassi"."

domenica 10 agosto 2014

Questo Governo la smetta con i giochi di prestigio, prenda atto che ha fallito!

Oggi Renzi alla rivista "Scout Online" ha dichiarato: "in due mesi 108 mila posti di lavoro in più".
Io spero che non si sia messo in testa di fregare anche gli Scout, perché è gente sveglia.

Renzi cita i numeri perché sa bene che le percentuali sono negative: proclama posti di lavoro in più, ma non dice quanti se ne sono persi contemporaneamente.
Quei "gufi" dell'Istat (i cui vertici li ha nominati Renzi in persona) infatti ci descrivono tutt'altra situazione: la disoccupazione giovanile è aumentata del 4,3% su 12 mesi, segnando un nuovo record. Mentre la disoccupazione complessiva è in aumento dello 0,8% su base annua.

Questo Governo la smetta con i giochi di prestigio, prenda atto che ha fallito e lanci subito investimenti cospicui nell'energia alternativa e nelle ristrutturazioni edilizie, per far ripartire l'occupazione. Se non sono capaci lascino fare a noi.

In visita a chi lavora anche ad agosto

Oggi sono stato in provincia di Avellino in visita ad una piccola impresa vinicola di fama internazionale. Queste realtà produttive sono il nostro patrimonio da tutelare.
Sempre più mi rendo conto di quanto possano fare le regioni per aiutare le pmi. E di come siano sistematicamente assenti.

L'anno prossimo in Campania ci sono le regionali. Ne ho piene le scatole di politici "amministratori di condominio" che ci amministrano senza una visione di sviluppo a lungo raggio.
Questa terra va fatta rinascere, proteggendo quello che abbiamo.
I nostri marchi e i nostri prodotti.

giovedì 7 agosto 2014

L'AUTUNNO CALDO

I dati dell'Istat di ieri dimostrano che nei primi sei mesi del suo Governo, Renzi ha utilizzato le casse pubbliche esclusivamente per fini elettorali, danneggiando seriamente la nostra economia. Non andavamo così male da 14 anni. 

Il codice civile parla della "diligenza del buon padre di famiglia" quando individua un modello da seguire nell'amministrazione della cosa pubblica.Renzi è stato un "pessimo padre di famiglia" fino ad ora: non ha avuto alcuna visione a lungo termine del suo operato e ha provato a farci credere che le riforme fossero la panacea di tutti i mali.

Poi i nodi sono venuti al pettine: non solo le riforme sono ferme al palo (la riforma costituzionale sarà modificata anche alla Camera per effetto dell'ultima votazione segreta di ieri, quindi ci vorranno anni luce per finirla), ma soprattutto, mentre si tiene il Senato impegnato su questo enorme distrattore di massa, l'Unione Europea sta già pensando a come commissariarci.

Padoan (Ministro dell'Economia) è in bilico (sarà usato come capro espiatorio: come gli allenatori delle squadre di calcio quando si perde il campionato), e non è escluso che Renzi tenga ad interim il suo Ministero per un po'.
Farà il Capo del Governo pro-tempore, mentre Mario Draghi (Presidente della BCE) scalda i motori. Pronto a fare il lavoro sporco come Monti.

Io credo che sia una vera fortuna che questo autunno, in Parlamento, ci sia il Movimento 5 Stelle. Sui temi economici saremo intransigenti: va portata avanti "un'economia di guerra", eliminando tutto quello che non è veramente essenziale, subito, (senza il bisogno di pagare 200.000 euro all'anno, un commissario per fare la spending review, che poi non farà).

Difenderemo i conti degli italiani dal prelievo forzoso e impediremo l'istituzione di altre tasse. Da settembre il Movimento 5 Stelle opporrà alle loro chiacchiere, una vera idea di Paese, per uscire da questo baratro.

mercoledì 6 agosto 2014

MICROCREDITO PICCOLI COMUNI CAMPANI-FSE (25.000 euro a tasso zero da restituire in 60 mesi)


In riferimento all’ Avviso per la selezione di Progetti Integrati dei Piccoli Comuni (PICO) – Fase I, pubblicato sul BURC numero 41 del 23/06/2014, si rende noto che il termine ultimo di presentazione delle domande è stato prorogato alle ore 12.00 del 29 agosto 2014.

Tutte le informazioni sulla pagina dello strumento "Fondo PICO FSE

Prorogati al 20 settembre 2014 i termini di presentazione delle domande per il reimpiego degli scarti di lavorazione degli agrumi

Reimpiego scarti lavorazione degli agrumi: prorogati al 20 settembre 2014 i termini di presentazione delle domande del bando 21 maggio 2014 che agevola i progetti di ricerca e sviluppo.
Sono stati prorogati dal 5 al 20 settembre i termini di presentazione delle domande di partecipazione al bando del 21 maggio 2014 (pubblicato su questo blog il 12 giugno 2014), che agevola i progetti di ricerca e sviluppo per il reimpiego sostenibile degli scarti provenienti dalla lavorazione industriale degli agrumi, nelle aree di produzione della Sicilia orientale.

Il decreto di proroga dei termini è stato firmato dal Ministro dello sviluppo economico in data 31 luglio 2014 ed è ora in corso di registrazione.

Per maggiori informazioni:

Interventi del Fondo di Garanzia su Mini Bond emessi da PMI: pubblicato il decreto attuativo


Con il decreto interministeriale 5 giugno 2014 si dà attuazione alle disposizioni di cui all’art. 12, comma 6-bis, del decreto-legge n. 145/2013 (cd. decreto Destinazione Italia) che ha previsto che la garanzia del Fondo di cui all’articolo 2, comma 100, lettera a, della legge n. 662/96, ("una somma fino ad un massimo di 400 miliardi di lire per il finanziamento di un fondo di garanzia costituito presso il Mediocredito Centrale Spa allo scopo di assicurare una parziale assicurazione ai crediti concessi dagli istituti di credito a favore delle piccole e medie imprese"),  possa essere concessa, in aggiunta a quanto già previsto dalla legislazione vigente, in favore delle società di gestione del risparmio che, in nome e per conto dei fondi comuni di investimento da esse gestiti, sottoscrivano obbligazioni o titoli similari emessi da piccole e medie imprese.

Lo stesso comma 6-bis prevede espressamente che la predetta garanzia possa essere concessa a fronte sia di singole operazioni di sottoscrizione di obbligazioni e titoli similari, sia di portafogli di operazioni.

Il decreto è stato pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 172 del 26 luglio 2014.

Per maggiori informazioni:

Credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato: modalita’ presentazione istanze


Ministero dello Sviluppo Economico con decreto del Direttore Generale per gli incentivi alle imprese 28 luglio 2014 sono state definite le modalità di presentazione delle istanze, da parte delle imprese, per la richiesta del credito d’imposta per l’assunzione di personale altamente qualificato, istituito dall’articolo 24 del decreto legge 22 giugno 2012, n. 83, e disciplinato dal decreto del Ministro dello sviluppo economico, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze, 23 ottobre 2013.

Le istanze potranno essere presentate dalle imprese, in modalità telematica attraverso una specifica piattaforma informatica, a partire dal 15 settembre 2014 per le assunzioni effettuate dal 26 giugno al 31 dicembre 2012. Per le assunzioni effettuate nel corso del 2013, le istanze potranno essere presentate a partire dal 10 gennaio 2015.

Le risorse finanziarie effettivamente disponibili per la concessione del credito d’imposta, come comunicato dal Ministero dell’economia e delle finanze, sono le seguenti:

per le assunzioni effettuate nell’anno 2012: 25.000.000 di euro
per le assunzioni effettuate nell’anno 2013: 33.190.484 di euro
per le assunzioni effettuate nell’anno 2014: 35.468.754 di euro
per le assunzioni effettuate nell’anno 2015: 35.489.489 di euro

Gli importi sopra indicati sono stati ridotti rispetto a quelli stanziati dal decreto legge n. 83/2012, per effetto dell’accantonamento effettuato ai sensi dell’articolo 12, comma 4, del decreto legge 8 aprile 2013, n. 35, e delle disposizioni del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 20 febbraio 2014.
Il decreto è in corso di pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale

Per maggiori informazioni:

martedì 5 agosto 2014

È Agosto ma non ci fermiamo, erano 10 anni che non riuscivamo ad ottenere il progetto originale dell'inceneritore.

È Agosto ma non ci fermiamo.
Il più grande patrimonio che abbiamo sui territori sono i comitati. Ad Acerra, nel bel mezzo della "terra dei fuochi", cittadini preparati e con molto coraggio, si battono da anni contro l'inquinamento del suolo, derivante anche dagli impianti di incenerimento.
Nel 2004 il Pd ha costruito qui un mega inceneritore su cui si nutrono parecchi dubbi per la salubrità delle emissioni.

Erano 10 anni che non riuscivamo ad ottenere il progetto originale dell'inceneritore (costruito da Fibe-Impregilo), così da verificarne la corretta costruzione.
Da cittadino semplice non ti considerano mai. Ma se uno di quei cittadini diventa parlamentare, non possono dirti di no.
Dopo un mio accesso agli atti, mi sono stati consegnati 4 scatoloni dalla Regione con il progetto originale dell'impianto di Acerra. Oggi li ho consegnati agli emozionatissimi attivisti dei comitati. È un evento storico.

Dopo un'attenta lettura, sono sicuro che ne vedremo delle belle... stay tuned.

sabato 2 agosto 2014

In Provincia di Napoli la camorra non lascia in pace neanche il pane. C'è un business di forni e farina abusivi che producono un gettito enorme per le attività criminali, un primo risultato però lo abbiamo ottenuto.

Sono stato in Prefettura a Napoli per la questione della panificazione abusiva. Raggiunto insieme al Prefetto un primo risultato.

In Provincia di Napoli la camorra non lascia in pace neanche il pane. C'è un business di forni e farina abusivi che producono un gettito enorme per le attività criminali. Non è solo in gioco la sopravvivenza di tanti piccoli imprenditori campani, è a serio rischio soprattutto la salute dei cittadini.
Questo pane, che poi viene imposto dai clan a ristoranti, salumerie, etc, è cotto in forni con legna proveniente spesso dagli scarti di lavorazione edilizia, in un caso macabro addirittura i carabinieri hanno rinvenuto legna proveniente da bare! I panificatori dell'Unipan che collaborano con i carabinieri per fermare i "forni della camorra", sono sorvegliati a vista.

Come si fa a comprare pane "legale" in questa Regione? Semplice, basta che quello che vendono al market sia avvolto in una busta trasparente e abbia l'adesivo che ne indica la provenienza. Diffidate dal pane non imbustato. A meno che non sia un forno che vende anche al dettaglio.

Due settimane fa ho preso un impegno con l'Unipan, l'associazione di cui è presidente Mimmo Filosa (che ha subito un attentato). Li avrei aiutati su tre fronti:
- chiedere ai prefetti un tavolo per mettere in rete i panificatori che segnalano i forni abusivi, con un coordinamento di tutte le forze dell'ordine del territorio. Il Prefetto di Napoli mi ha assicurato che partirà a settembre.
PRIMO RISULTATO OTTENUTO

- impegnare il parlamento perchè sulle confezioni di farina sia indicata la provenienza del grano (non avete idea di quello che mi hanno raccontato sul tipo di grano che arriva nei nostri porti).
Li farò incontrare con i nostri deputati della commissione agricoltura

- un'ispezione al porto di Napoli per capire la provenienza del grano e lo stato delle aree di stoccaggio

Potranno sempre dirci che "i toni non sono giusti" o "i modi non sono consoni" Ma nessuno potrà dire che il Movimento 5 Stelle non è sincero!

Potranno sempre dirci che "i toni non sono giusti" o che "i modi non sono consoni". Ma nessuno potrà dire che il Movimento 5 Stelle non è sincero. Tocca ai cittadini scegliere tra forma e sostanza. Io la mia scelta l'ho fatta sette anni fa.

La mia intervista a SkyTg24


Il tasso di disoccupazione giovanile in Italia è pari al 43,7% in crescita di 0,6 punti percentuali rispetto al mese di maggio. Questo Governo la smetta di fare show e iniziamo a parlare di cose serie.
Intervista a SkyTg24: http://youtu.be/fHDBSmAdUGg

venerdì 1 agosto 2014

Renzi accampa scuse sul Movimento 5 Stelle per difendere disperatamente il patto del Nazareno con B. ma al momento quello inaffidabile è proprio lui!

Renzi accampa scuse sul Movimento 5 Stelle per difendere disperatamente il patto del Nazareno con Berlusconi.
Ma al momento quello inaffidabile è proprio il Presidente del Consiglio ed a livello internazionale se ne sono accorti in pochi mesi.
Agli incontri con gli investitori esteri i nostri ministri e sottosegretari di Governo vengono ormai bistrattati a causa delle scelte folli che stanno facendo sugli investimenti (soprattutto sui tagli alle rinnovabili): è successo ultimamente al viceministro Calenda, che ha dovuto sospendere l'incontro a Londra sotto il fuoco incrociato dei principali attori economici europei.

Sono bastati pochi mesi e a livello internazionale sentono già puzza di bruciato. La credibilità di Renzi e del suo Governo è compromessa. E basta poco per rendersene conto: si regge su una maggioranza che gli spara addosso alla prima occasione di voto segreto. Ha un Ministro dell'Economia così preoccupato che è stato commissariato: due giorni fa Renzi ha nominato 5 consiglieri economici per escludere Padoan (reo di non aver adottato la filosofia "sorridi alla catastrofe"). Questo è l'ennesimo Governo che, come Letta e Monti, ha escluso dalla spending review, proprio il commissario alla spending review (Cottarelli, pagato tra l'altro inutilmente 200.000 euro all'anno).

Nel resto d'Europa sanno bene che il debito pubblico ha segnato un nuovo record proprio con questo esecutivo e che ad 80 euro in più in busta paga, corrispondono 5 miliardi di tasse in più per tutti gli italiani (fonte "L'Espresso" - renziani fino al midollo).

Il Documento di economia e finanze (il famoso Def) che prevedeva una crescita dello 0,8% partorito ad Aprile, è già carta straccia, ed è stato lo stesso Presidente del Consiglio a certificarlo ieri: "la ripresa non arriva"... gentile Presidente, guarda che è il Governo che deve far partire la crescita, altrimenti è inutile aspettare alla fermata!

In Italia Renzi potrà anche utilizzare le riforme costituzionali e la Mogherini come distrattori di massa per nascondere i problemi dei conti pubblici, ma in Europa e nel resto del mondo, capiscono subito se sei un venditore di tappeti (con tutto il rispetto per la categoria).

Le previsioni per l'autunno sono pessime e Padoan e Cottarelli lo sanno. Più Depuati di maggioranza in questi giorni mi hanno confidato le proprie preoccupazioni: il muro contro muro sulle riforme fa temere sempre di più che vadano a schiantarsi.

L'unica speranza per questa "non maggioranza" è farsi amici in tempi di pace per affrontare quelli di guerra.
Invece sta facendo proprio l'opposto: sulle riforme ormai il clima è insostenibile. Al Senato sono saltate tutte le garanzie. I lavori di questi giorni a Palazzo Madama sono la dimostrazione lampante che "Democrazia" non significa "chi ha la maggioranza decide", bensì discussione e inclusione. Altrimenti il risultato che si ottiene è che, a suon di voti di maggioranze risicate, si crea una escalation di tensione che va ben al di là dell'ostruzionismo regolamentare e inizia a minare la serenità dei lavori d'Aula. È sempre successo nella nostra storia. Dal patto atlantico fino alla ghigliottina della Boldrini. E sta accadendo ancora.

Chi può spieghi a Renzi che da ottobre sarà molto diffiicle spiegare ad un padre di famiglia che deve pagare la Tasi con due figli disoccupati, che con il Senato non elettivo tutto si risolverà. Renzi ci pensi bene. Noi non vogliamo fermare le riforme ma modificare questo impianto e fermare la deriva. L'incantesimo del suo Governo è finito (è durato quanto quello di Letta). Non gli conviene "sbattere le riforme in faccia all'opposizione". Perché in autunno noi gli sbatteremo in faccia la realtà.