lunedì 17 marzo 2014

Oggi sono stato all'EAV Bus di Napoli. Azienda a capitale pubblico che è stata messa in fallimento. Ho ascoltato le persone che ci lavorano (e non sappiamo ancora per quanto tempo). Mi hanno portato a fare un giro dell'azienda, costruita con fiumi di fondi europei circa 15 anni fa. L'Eav bus è un'azienda di trasporto pubblico su gomma (pullman per intenderci).
Visitandola ho trovato mille assurdità, che approfondiremo e verificheremo, ma che già danno il senso di come la politica campana (Pd e Pdl) abbia sperperato i fondi europei in questi anni di "vacche grasse".

All'Eav ho trovato :
- Pullman elettrici nuovissimi mai usati (mi dicono in tutto 15);
- Pullman ibridi nuovi con trazione elettrica, smontati e utilizzati come pezzi di ricambio per altri pullman di cui non si comprano più ricambi e meno avanzati;
- Decine di mezzi abbandonati con poche migliaia di chilometri;
- Un'officina di carrozzeria per pullman, con addirittura il forno per le verniciature che non si utilizza da 8 anni (se l'Eav volesse solo mettere a reddito queste strumentazioni farebbe milioni di euro, data la rarità);
- Un'officina meccanica in cui i dipendenti si costruiscono gli arnesi per le riparazioni da soli, ne ho visti diversi. E mentre c'è l'officina interna, ci sono anche in appalto esterno ditte che effettuano le stesse riparazioni. Un'officina meccanica dove si smontano i pezzi da pullman di 150.000 euro (che avrebbero bisogno di piccole riparazioni da 2000 euro) e si montano su altri pullman, decretando la fine dei primi;
- Un impianto di autolavaggio per pullman quasi mai usato (altra attività che si potrebbe mettere a reddito);

Potrei andare avanti all'infinito. Il modo di gestire i fondi europei in Campania è stato "criminale". Aziende che potrebbero essere floride e autosufficienti, sono state riempite di appalti esterni, sovrapponendo servizi che si potevano gestire internamente. Ora la "volontà politica" è di chiudere tutto e appaltare a ditte private. Ma i sindacati in tutto questo dov'erano?

"Criminale"! E' l'unico termine che mi viene in mente, quando penso a questi metodi di gestione dei soldi pubblici.
Quell'azienda era e può ancora essere una ricchezza. Basterebbero solo persone alla dirigenza che vogliano utilizzarla come risorsa e non come "salvadanaio politico".