mercoledì 12 marzo 2014

I TRE VIZI DEI GOVERNI

Per ora ho visto solo una conferenza stampa in cui si continua nei tre vizi degli ultimi 20 anni. 

Il primo vizio è "lanciare" provvedimenti senza emettere il testo. Oggi abbiamo assistito all'ennesima conferenza stampa (con le slide) in cui si annunciano Decreti Legge o Disegni di Legge senza farne leggere nulla. Ed è per questo che prima di pronunciarsi favorevolmente o meno si dovrebbe vedere cosa c'è scritto nel testo (ad oggi latitante). Magari per capire dove si ha intenzione di prendere i soldi. Magari...
Do you remeber il famoso DECRETO DEL FARE di Letta? Ci fu la stessa celebrazione un anno fa, nulla di attuato. Perché sappiamo tutti che il diavolo si annida nei dettagli...

Il secondo vizio è quello di spacciare i disegni di legge per "cose fatte". Ricordo che Letta l'ha fatto per un anno intero e alla fine (siccome i ddl devono essere esaminati e approvati dalla maggioranza in Parlamento, essendo appunto "disegni di legge" e non leggi) nessuno è mai andato in porto. Basti ricordare il ddl sul finanziamento pubblico ai partiti e il ddl "porcata" sulle province.

Il terzo ed ultimo vizio è di merito. Presente o futuro?

Quando io vado nelle piazze incontro sempre più spesso padri che hanno figli disoccupati o figli che non trovano lavoro o padri licenziati o liberi professionisti con l'acqua alla gola.
Decidere di sgravare l'Irpef (e resta da vedere con quali soldi) significa aiutare chi un lavoro già ce l'ha. I soldi in busta paga saranno in media 30 euro in più al mese (sempre secondo gli annunci). Soldi che chi percepirà, tenderà a risparmiare e non a spendere, visto il momento di crisi profonda in cui versiamo. Ovvero non li immetterà nel circuito economico. Quindi l'economia non ne trarrà giovamento.
Ergo. Il padre che percepirà 30 euro in più al mese, avrà lo stesso problema di prima: figli disoccupati e posto di lavoro a rischio. Per non parlare dei liberi professionisti che non avranno nessun giovamento da questa manovra.
Il terzo vizio insomma è quello peggiore. Dare "mance" a chi un lavoro già ce l'ha, senza affrontare riforme strutturali che creerebbero nuovi posti di lavoro.

FUTURO M5S. Il reddito di cittadinanza con obbligo di spesa negli esercizi commerciali locali, immetterebbe miliardi di euro nel ciclo economico dei piccoli commercianti e imprenditori, creando nuovi posti di lavoro e dando un sussidio a chi non ha nulla. Era la proposta M5S per aiutare tutti in un sol colpo.

PRESENTE RENZI. Così invece si lascia immutata la situazione di chi non ha nulla e si aiuta a "sopravvivere" chi ha già un posto di lavoro, ma che mantiene altri che non lo hanno, addossandoseli (figli, mogli, etc.).