martedì 1 ottobre 2013

LA MIA INTERVISTA ALL'AGENZIA INTELLIGONEWS DI IERI

Luigi di Maio, classe ’86, è il più giovane vice-presidente della Camera. Intervistato da IntelligoNews, il grillino di ferro, usa infatti parole ferree per definire la crisi di governo: «Sono gli ultimi rantoli di animali feriti, che sono i partiti della Seconda Repubblica fondati su un sistema che oggi è al collasso». Poi parla di «forze politiche improduttive», del suo MoVimento che non sosterrà alcun bis, e degli effetti della crisi: «Dobbiamo decidere se giocare in borsa o fare politiche serie per questo Paese». Quanto a Napolitano «è arrivato il momento di trarre le dovute conclusioni».

I giorni della conta. I numeri sono i veri protagonisti della crisi di governo. Partiamo dai dissidenti, quanti sono?

«So che ci sono state delle dichiarazioni di alcuni componenti del Pdl che vorrebbero sfilarsi. Sono gli ultimi rantoli di animali feriti, che sono i partiti della Seconda Repubblica fondati su un sistema che oggi è al collasso. Il fatto che Letta e Napolitano stiano tentando quest’ultima carta per salvare il salvabile, dimostra che l’idea di mettere insieme forze politiche improduttive per renderle produttive, è un’idea malsana. Pdl e Pd e Scelta Civica, che poi sono fatte anche da componenti di vecchi partiti, sono tutti partiti che ci hanno portato a questa catastrofe: dagli inizi del 2013 abbiamo oltre 130.000 disoccupati in più».

Ma una maggioranza alternativa è possibile?

«Ora, diversi senatori del Pdl stanno tentando di fare un Letta bis per sopravvivere un altro po’. Non dobbiamo dimenticare che molti senatori del Pdl sono entrati per il rotto della cuffia grazie ai premi di maggioranza regionali. Questo sarebbe un governo che, anche se si facesse, sarebbe ancora peggio del Letta I, perché si baserebbe su personaggi che tradiscono ulteriormente il proprio mandato. Escludo che il Letta bis possa essere sostenuto da senatori del MoVimento 5 Stelle».

Ma parlano di un senatore-guida grillino, Orellana, pronto a sostenere un governo così…

«Lo escludo (E’ categorico, ndr)».

Si sta prefigurando un nuovo centrodestra: Cicchitto, ex An ancora nel Pdl, alcuni ministri e anche allo stesso Alfano, da ieri “diversamente berlusconiano”, guarderebbero già ad un partito strutturato, “pesante”, meno padronale. Modello Ppe, insomma. Cosa ne pensa dei “nuovi responsabili”, dopo quelli della Seconda Repubblica?

«Queste sono persone che temono che non ci sia spazio per loro in Forza Italia e cercano di restare in Parlamento il più possibile. Così sostengono un governo che gli garantisca di tirare a campare in questa legislatura. Io non accredito loro alcuna capacità politica, se non quella di mantenersi la poltrona».

Gli effetti della crisi: borsa giù e spread alle stelle. Non si rischia così di peggiorare la congiuntura economica italiana?

«Smettiamola di guardare lo spread e guardiamo l’indice di disoccupazione. In questi ultimi mesi di governo Letta pur abbsandosi un po’ lo spread, l’indice di disoccupazione ha continuato ad aumentare. I due coefficienti non sono in correlazione. Dobbiamo decidere se giocare in borsa o fare politiche serie per questo Paese, e non le può fare chi ha distrutto questo Paese, chi oggi è al governo e chi sta tentando di restare al governo. Questi personaggi dovrebbero prendere atto di un fallimento di vent’anni. L’idea del governo Letta è un’idea folle, perché ha messo insieme i responsabili di questo disastro».

Ma alla presidenza del semestre europeo, non rischiamo di fare una figuraccia, se ci presenteremo senza un governo stabile?

«Ma l’Italia in questo momento è già il fanalino di coda dell’Europa. Che figuraccia di più possiamo fare? Peggio di così c’è solo il Letta bis».

Ma se Letta bis sarà, vi chiederanno di contribuire su due punti: legge elettorale e legge di stabilità. Come vi comporterete?

«La legge elettorale è depositata ed è visibile sul blog di Grillo e sarà discussa sul portale nazionale con tutti i cittadini ivi iscritti. Poi la porteremo avanti nella Commissione competente, che può lavorare anche con un governo dimissionario, questo non mi preoccupa. Per quanto riguarda la legge di stabilità, inoltre, noi abbiamo la nostra idea. Presenteremo i nostri emendamenti e la nostra proposta alternativa, proprio organica, di legge finanziaria. Gli altri hanno solo la volontà di tirare a campare, al contrario di noi. E vi spiego perché. La loro idea di legge elettorale? Deve essere d’aiuto a fargli fare un risultato migliore di quello che meritano alle prossime elezioni, attraverso una spartizione di seggi derivante da un computo a loro favorevole. Tutto qui».

Un incontro a metà strada sarà possibile?

«Nelle Commissioni cerchiamo sempre l’incontro a metà strada. Se ci sono idee buone e collimanti, non ci sono pregiudizi. Ma non dobbiamo per forza trovare un punto di incontro».

Letta- Napolitano. Un asse per la governabilità. Ancora critici rispetto al ruolo del Presidente della Repubblica?

«E’ proprio Napolitano che dovrebbe essere critico rispetto alla situazione. Lui disse nel discorso di insediamento che se non fossero stati capaci di fare almeno questo, e si riferiva ad un paio di cose buone, avrebbe tratto le dovute conclusioni. Ecco, è arrivato il momento per il Presidente di trarre le dovute conclusioni, soprattutto per restituirci la possibilità di eleggere un nuovo capo dello Stato nella XVII legislatura. Il favore che possiamo fare all’Italia è quello di tornare al 19 aprile 2013, eleggere un nuovo presidente della Repubblica che ci mandi a nuove elezioni».

E in caso di nuove elezioni, col Porcellum, quanto pensate di fare?

«Le elezioni si valutano in base all’offerta elettorale. Non sappiamo chi saranno i futuri leader di coalizione, e così qualsiasi previsione sarebbe sbagliata. In questo momento il MoVimento 5 Stelle è l’unica alternativa al disastro certificato dagli stessi Pd e Pdl».