domenica 1 settembre 2013

LA MIA GENTE E LA SIRIA

Questa estate sono stato due giorni in Sicilia, dove tra le altre cose ho incontrato Giancarlo Cancelleri (nostro parlamentare all'Ars siciliana).
Gli ho chiesto del "Muos" di Niscemi (il sistema satellitare americano che guida gli aerei senza pilota che bombardano negli scenari di guerra), gli ho chiesto cosa potevamo fare da Roma per aiutarli ad impedirne la costruzione.

Non dimenticherò mai le sue parole: "Dobbiamo muoverci. Prima ancora dell'inquinamento elettromagnetico, quelle antenne sono un pericolo per la vita di tutti i siciliani. Non voglio che la MIA GENTE diventi un obiettivo militare da bombardare. Niscemi è a pochi chilometri da lì.
Ovunque quegli aerei stiano bombardando, il modo più semplice per staccargli la spina sarà colpire le antenne, ovvero il Muos".

Vorrei che Letta avesse la stessa sensibilità di Giancarlo nel dire ad Hollande e Obama che noi con il bombardamento della Siria non vogliamo avere niente a che fare. E non c'è scusa che tenga per giustificare un attacco con le armi per fermare altre armi. Soprattutto perché non è stata trovata alcuna arma chimica dagli ispettori Onu.

Vorrei sentir dire a Letta "io la mia gente non la metto in pericolo. L'Italia è il Paese più esposto nel Mediterraneo in caso di ritorsioni".
Ma è il Presidente del Consiglio che non abbiamo. Il Governo e la maggioranza che non abbiamo.
Sono giorni che dicono "vorremmo ma non possiamo, trovate una soluzione per farci partecipare".

Not in my name.