venerdì 21 giugno 2013

FIAT POMIGLIANO: Stasera lo sciopero e la manifestazione dei sindacati fuori i cancelli.

Oggi avrei voluto passare questa giornata a Pomigliano d'Arco agli stabilimenti Fiat. In questi anni a Pomigliano come nel resto d'Italia hanno messo i lavoratori l'uno contro l'altro frantumandoli: assunti, precari, cassaintegrati, mobilitati, esodati, esiliati, licenziati. Dopo averli frantumati (con Leggi e Decreti che hanno favorito solo i poteri forti) hanno iniziato a metterli contro i piccoli e medi imprenditori che hanno ancora meno tutele lavorative in questo momento di crisi.
Ma Pomigliano d'Arco è lo specchio di questa triste realtà nazionale in cui se i lavoratori vengono licenziati, di conseguenza i negozi chiudono, falliscono le imprese che li riforniscono e ovviamente migliaia di famiglie si aggiungono a quelle che già pesano sui servizi sociali, facendoli scoppiare.
Stamattina sono sicuro che alla Fiat di Pomigliano oltre ai lavoratori in difficoltà ci sono anche i negozianti e il mondo del sociale. Tutti risentono delle scelte scellerate fatte per quegli stabilimenti in questi anni. Anche gli operai che sono a lavoro durante la manifestazione, perché sono sempre meno liberi di poter protestare e giustamente attaccati a quel poco lavoro che resta nelle nostre zone.
Purtroppo non potrò esserci perché sono in aula tutto il giorno per la votazione di fiducia al governo Letta che esautorandolo ancora una volta, abusa della pazienza del Parlamento.
Vorrei stare insieme alla mia comunità, perché per me di comunità si tratta: lavoratori, negozianti, imprenditori, servizi sociali. Solo uniti potremo salvarci.
Resterò a Roma tutta la giornata in Parlamento a vedere Civati, e i tanti sedicenti rivoluzionari di maggioranza, votare supinamente la fiducia al Governo Berlusc....ehm Letta..che in un mese e mezzo ha avuto il coraggio di dire che bisogna alzare l'Iva. Ma sono pagato anche per questo...

A breve incontrerò i lavoratori di Pomigliano qui a Montecitorio e inizieremo un progetto insieme per cercare di far riprendere questa realtà in crisi (una crisi prevedibile già 20 anni fa).